10 CONSIGLI PER USARE MENO PETROLIO

GP022E1In tanti ci avete chiesto suggerimenti su come fare per usare meno petrolio, e ridurre la domanda di un prodotto che sta inquinando i mari e devastando le spiagge di mezzo mondo. Questi sono i nostri consigli. Se ne avete altri, aggiungeteli nei commenti:

1. Per andare al lavoro usa la bicicletta o il trasporto pubblico, il car pooling o il car sharing

2. Quando puoi, scegli prodotti confezionati senza plastica (che deriva dal petrolio), e in ogni caso ricicla o riutilizza i contenitori

3. Acquista frutta e verdura biologica: il più delle volte, fertilizzanti e pesticidi contengono derivati del petrolio

4. Compra prodotti di bellezza (shampoo, sapone, trucchi) a base di ingredienti naturali, senza derivati del petrolio

5. Scegli, quando possibile, prodotti di produzione locale. Così si riducono i consumi legati al trasporto

6. Indossa abiti realizzati in cotone o fibre naturali (meglio se da coltivazioni biologiche) anziché quelli prodotti utilizzando derivati del petrolio

7. Non usare stoviglie in plastica usa e getta

8. Smettila di bere acqua in bottiglia

9. Vola di meno e preferisci il treno per i tuoi viaggi

10. Chiedi al tuo Governo di incoraggiare lo sviluppo delle energie rinnovabili e di cancellare i sussidi al petrolio e ai combustibili fossili

STENELLE CHE INSEGUONO IL BAMBOO

pelagos DSC_4459bassaSalve a tutti, siamo tornati da una lunga navigata a nord di Cap Corse a dir poco entusiasmante. Il risveglio all’alba e la navigazione sono state ripagate dall’incontro con due gruppi di stenelle che sono rimaste con noi per molto tempo; il secondo gruppo si è avvicinato al Bamboo e ha nuotato sotto la nostra prua regalandoci momenti davvero unici.

L’attività di monitoraggio e campionamento è continuata fino a Saint Florant e lungo la bellissima duna protetta di Saleccia, che purtroppo presenta forti segni di erosione.

Continua

PARTITI!

OPERAZIONE PELAGOS bassaCiao a tutti, finalmente Operazione Pelagos 2010 è cominciata…dopo una prima navigazione con un leggero vento siamo giunti a Capraia. Qui, dopo un bagno a slalom tra qualche medusa (che ha già colpito), abbiamo trascorso la notte in un golfo a sud di Cala Rossa, dove protetti dal vento da nord, abbiamo dormito sotto le stelle in compagnia di centinaia di gabbiani.
Ora la prossima tappa sarà Cap Corse, vi aggiorneremo più avanti.
A presto

Idea Calypso & l’equipaggio del Bamboo

SI SALPA!

bamboo newCiao,  siamo felicissimi dal momento che sabato partiamo con l’inaugurazione di “Operazione Pelagos 2010″. Grazie mille a tutti per le numerose adesioni e per tutti i messaggi che ci sono arrivati. Continuate a seguirci qui sul blog di Greenpeace, cercheremo di aggiornarvi giorno per giorno con i nostri racconti e le nostre foto.

Contattateci per avere informazioni sui posti rimasti.

Buon vento a tutti!

Idea Calypso

Navi tossiche. La nostra inchiesta per riportare a galla la verità

pippoIl presunto ritrovamento della nave Cunski a largo di Cetraro. I traffici di rifiuti dall’Italia all’Africa. Il caso Ilaria Alpi. Troppi dubbi rimangono su queste e altre vicende legate alle navi tossiche. Abbiamo così deciso di ricostruire il quadro delle esportazioni di rifiuti pericolosi e radioattivi nel nuovo rapporto “The toxic ships” che è stato elaborato in lingua inglese per darne la massima diffusione a livello internazionale.

Cominciamo dalla Calabria. Lo  scorso settembre – sulle basi delle dichiarazioni di un pentito della Ndrangheta (Francesco Fonti) – è stato identificato da una ricerca condotta per conto della Regione Calabria il presunto relitto della nave Cunski al largo di Cetraro, nave ufficialmente smantellata ad Alang (India). Il pentito, che collabora con la magistratura dal 1994 con importanti risultati investigativi, sostiene di avere affondato tre navi cariche di scorie tossiche e nucleari, tra cui la presunta Cunski.

Dopo questo ritrovamento, il Ministero dell’Ambiente ha effettuato una seconda ricerca in base alla quale il relitto identificato sarebbe, invece, il piroscafo “Città di Catania” (costruito quasi mezzo secolo prima e affondato durante la Prima Guerra Mondiale). Greenpeace – insieme alle dieci associazioni riunite nell’Osservatorio per un Mediterraneo libero da veleni – si è già espressa lo scorso febbraio: troppe incongruenze e troppo poca trasparenza Continua

 

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