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UN GIORNO SPECIALE PER LA PROTEZIONE DEL MARE

montiIl 15 giugno è stato un giorno importante per Greenpeace e per il nostro mare. Una vittoria per noi e per le comunità di Sardegna e Corsica. Finalmente, a un anno dal lancio del nostro appello, i ministri dell’Ambiente italiano e francese ci hanno dato ascolto e si sono impegnati a proteggere lo stretto delle Bocche di Bonifacio: a Palau hanno firmato un accordo storico in cui  si impegnano a presentare all’Organizzazione Marittima Internazionale la richiesta per chiudere lo stretto al traffico di carichi pericolosi e creare un parco marino internazionale nell’area.

C’eravamo anche noi alla cerimonia per la firma dell’accordo…io, insieme al nostro direttore esecutivo, Giuseppe Onufrio e a un gruppo di volontari, ufficialmente invitati  dall’On. Prestigiacomo. Quest’invito è un “riconoscimento” importante del ruolo attivo che abbiamo svolto nel difendere l’ecosistema marino…e sicuramente una cosa rarissima, considerando tutte le volte che abbiamo chiesto un incontro con il Ministro senza ricevere alcuna risposta.

Ora posso confermarvi che il ministro dell’Ambiente esiste davvero!!!
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A Marrakesh per chiedere una riserva per il Canale di Sicilia

gparsons_med_2009-07-23_49Eccoci qui a Marrakesh, la città imperiale del Marocco, all’apertura dell’incontro delle Parti della Convenzione di Barcellona, il principale accordo internazionale per la protezione del Mediterraneo. All’appello i rappresentanti per l’ambiente dei vari paesi del Mediterraneo sono chiamati a sviluppare un piano concreto per la protezione dell’ambiente marino, che preveda la protezione di specie e habitat marini di particolare valore ecologico.

La giornata inizia all’insegna delle donne: la rappresentante per la Spagna, presidente dell’incontro, la responsabile del Piano d’Azione del Mediterraneo, e la responsabile del comitato organizzatore. Tre donne per sottolineare l’urgenza di adottare un piano di lavoro comune all’interno del bacino Mediterraneo, purtroppo sempre più minacciato dalla pesca eccessiva e distruttiva, dall’inquinamento, da un esagerato sviluppo costiero e – in modo crescente – dal cambiamento climatico.

Greenpeace, insieme ad altre organizzazioni internazionali, è qui per fare da osservatore indipendente in questo processo e per sottolineare l’importanza di una rete di riserve marine in alto mare, per denunciare la crisi degli stock di tonno rosso – causata da anni di cattiva gestione della risorsa da parte della Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Altlantico (ICCAT)- e per lanciare la proposta di un nuovo sistema di gestione per il Mar Mediterraneo. Oggi questa gestione è estremamente frammentata: una miriade di enti e accordi regolano i differenti settori come pesca, trasporto, biodiversità. Ecco perché, nonostante gli stati mediterranei si siano impegnati ad avere una rete attiva di aree marine protette entro il 2012, ad oggi meno dell’1% del Mediterraneo è davvero protetto.


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