Archive for October, 2009

In Indonesia arrivano i difensori del clima

La foresta pluviale indonesiana insieme ai suoi suoli torbosi ricchi di sostanza organica costituisce uno dei depositi di carbonio più importanti del pianeta. Questo meraviglioso ecosistema, se preservato, sarà una delle più potenti armi a nostra disposizione per combattere il riscaldamento del globo.

Ma al momento attuale il tasso di deforestazione in Indonesia è talmente alto da far salire il paese al terzo posto nella classifica dei paesi emettitori dopo gli Stati Uniti e la Cina. E’ per questo motivo che abbiamo occupato una delle frontiere della più brutale distruzione del clima del nostro pianeta: le foreste di Kampar a Sumatra.

Il nostro Campo di Resistenza per il Clima è stato costruito in meno di 20 giorni con l’aiuto di 200 persone della popolazione locale. In questo modo siamo riusciti a mettere in piedi le strutture che ci consentiranno di lavorare. Per far fronte alle nostre esigenze di energia elettrica abbiamo installato dei pannelli solari e due tecnici molto esperti renderanno possibile la nostra comunicazione via internet con il resto del mondo.

Il campo può ospitare più di 50 persone ed è dotato di servizi sanitari, un molo per l’attracco di piccole imbarcazioni e un ospedale da campo per qualsiasi emergenza.

Il team è costituito da attivisti di Greenpeace da tantissimi paesi: Filippine, Tailandia, Belgio, germania, Australia, Nuova Zelanda, Svizzera e, naturalmente, l’Indonesia. Anche io tra qualche giorno mi unirò ai difensori del clima e delle foreste per proteggere, tutti insieme, quel che rimane di questa vitale foresta pluviale.


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Bollette nucleari a Bari

nucleare bariÉ il primo post che scrivo e subito il trauma è quello della pagina bianca…e ora cosa scrivo? Da dove parto? Innanzitutto mi presento, sono un volontario di Greenpeace e da circa un mese sono il coordinatore del Gruppo Locale di Bari, la mia città.

Spesso si tende a pensare che il proprio luogo abbia sempre più problemi di altri, ma frequentando i volontari di altre città d’Italia, mi sono reso conto che, anche se cambiano le coordinate geografiche, i problemi restano tantissimi, delle volte diversi, altre simili, ma ovunque c’è tantissimo da fare per difendere la nostra Terra. D’altronde molte volte sono proprio i problemi, le difficoltà, che ci stimolano nel cercare (e trovare, spesso insieme) le soluzioni che danno più forza ad un gruppo (e non solo locale).
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IL NOSTRO POTERE DI CAMBIARE LE COSE

Ne parla in un video l’amministratore delegato di Timberland

Tante volte invitiamo voi sostenitori e cyberattivisti a far sentire la vostra voce. Per chiedere ai nostri leader di firmare un coraggioso accordo sul clima a Copenhagen o per chiedere ai manager ed amministratori di grandi multinazionali di fermare politiche di acquisto che danneggiano le ultime foreste del nostro pianeta e scatenano il caos climatico. Ma loro ci ascoltano?

A giudicare da questo breve stralcio d’intervista a Jeff Swartz, amministratore delegato di Timberland sembra proprio di sì.

Se Greenpeace viene da te e con l’efficacia di un proiettile e ti dice che stai comprando da un tipo che sta distruggendo l’Amazzonia e ci sono 65.000 persone sensibilizzate da Greenpeace che ti scrivono dicendo che si aspettano qualcosa di meglio da te come Amministratore delegato devi ascoltarli? Se non lo fai sei un’idiota. Per questo…sono in ascolto


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La bolletta nucleare non la voglio!

nucleareDurante il week-end i nostri volontari hanno distribuito in 24 città italiane le bollette nucleari dai costi stellari che arriveranno presto nelle nostre case se si riuscirà a riportare il nucleare in Italia. L’attività si è spostata dal territorio al web: abbiamo aperto un gruppo su Flickr “La bolletta nucleare non la voglio” in cui invitiamo tutti a metterci la faccia per dire NO AL NUCLEARE!

Aderire all’azione anti-nucleare è semplicissimo:

1. Scaricate la bolletta qui

2. Stampate la bolletta e scattatevi una foto!

3. Caricatela sul gruppo Flickr

Se volete partecipare e non avete un account Flickr, inviate le vostre foto con la bolletta a massimo.guidi@greenpeace.org e le pubblicheremo per voi!

Noi la faccia ce l’abbiamo messa, e tu?

Come costruire un pannello fotovoltaico

Antonio, volontario del Gruppo di Salerno, ha scritto alcune linee guida per la realizzazione di un pannello fotovoltaico, utili per potersi rendere autosufficienti nella produzione di energia, ad esempio per alimentare un pc a banchetto. La materia prima necessaria è composta dalle celle di scarto che le aziende produttrici di pannelli fotovoltaici regalano, quelle celle che si rompono nel processo produttivo. Riportiamo qui di seguito le istruzioni.


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