Archive for November, 2009

I am because you are

Riportiamo la traduzione del primo post del nuovo Direttore Esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo. Sul blog di Greenpeace International potete leggere il post in lingua originale.

KumiIn diverse lingue africane abbiamo il proverbio “Io sono, perchè voi siete”. Significa che l’essere umano è determinato dai rapporti che ha con le altre persone. Questo proverbio ha ispirato non solo il mio pensiero sui rapporti umani, ma anche quello sulla natura e l’ambiente. Se non riconosciamo che dobbiamo unirci, nei paesi ricchi e poveri e tagliare tutte le divisioni che ci separano, se non ci rendiamo conto che siamo tutti coinvolti, non saremo in grado di affrontare le sfide ambientali e di certo non saremo in grado di affrontare il problema dei cambiamenti climatici.

Oggi siamo a un bivio. In gioco c’è il futuro del nostro pianeta. Gli effetti dei cambiamenti climatici stanno colpendo milioni di persone in tutto il mondo. Ci troviamo in un momento in cui la società civile ha bisogno di essere coraggiosa e audace, pacifica e unita per riuscire a fermare i cambiamenti climatici catastrofici , la più grande sfida del nostro pianeta.

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Nel “ground zero” del clima

Lo scorso 21 novembre a Roma, presso la libreria Bibli, si è tenuto l’evento “Nel ground zero del clima”, dedicato alla protezione delle foreste dell’Indonesia. Di seguito l’intervento di Johnny Palomba, che, in romanesco, ci parla della deforestazione.

Sul nostro sito è aperta la cyberazione per chiedere al Presidente dell’Indonesia di “usare la forza contro la deforestazione e non contro i difensori del clima”. Partecipate e passate parola!

MISSIONE INDONESIA

Nel cuore della foresta indonesiana abbiamo costruito un Campo di Resistenza per salvare il clima, dove decine di campaigner, attivisti e ricercatori stanno organizzando attività di monitoraggio, ricerca e azioni dimostrative per fermare la distruzione delle torbiere dell’Indonesia. Chiara, la nostra responsabile della campagna Foreste, è stata fermata dalla polizia indonesiana mentre raggiungeva il “Campo di resistenza climatica”. La polizia ha richiesto di sottoporre lei e altri attivisti a “ispezioni corporali. Ora gli attivisti si trovano presso la stazione di polizia di Pangkalen Kirinci, provincia di Riau. Con loro è stato fermato anche il giornalista di “La Repubblica” e “L’Espresso”, Raimondo Bultrini. Non c’è nessuna ragione per sottoporli a ispezioni corporali.

Chiediamo che Chiara e gli altri attivisti vengano subito rilasciati e possano continuare a manifestare per difendere uno degli ultimi polmoni del pianeta.

Petropolis, l’opera struggente di un formidabile regista

Peter vola con un elicottero sulle Tar Sands canadesi. Guarda in basso e gli occhi gli bruciano. La foresta spazzata via ha lasciato il posto alle miniere di ‘petrolio sporco’.

Peter Mettler è un regista visionario indipendente, acclamato dalla critica mondiale. In Alberta ci va per riprendere le nuvole e i fumi bianchi degli impianti. Ma dall’alto si rende conto di quanto sia immensa la distruzione e decide che deve riprendere gli impianti e le miniere. Così gira per Greenpeace questo documentario, che lascia senza fiato.

La colonna sonora è struggente. Le immagini ti stendono. Senti la puzza del petrolio, te lo senti addosso e sui vestiti. Peter chiama il suo film Petropolis, la città del petrolio.


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A Marrakesh per chiedere una riserva per il Canale di Sicilia

gparsons_med_2009-07-23_49Eccoci qui a Marrakesh, la città imperiale del Marocco, all’apertura dell’incontro delle Parti della Convenzione di Barcellona, il principale accordo internazionale per la protezione del Mediterraneo. All’appello i rappresentanti per l’ambiente dei vari paesi del Mediterraneo sono chiamati a sviluppare un piano concreto per la protezione dell’ambiente marino, che preveda la protezione di specie e habitat marini di particolare valore ecologico.

La giornata inizia all’insegna delle donne: la rappresentante per la Spagna, presidente dell’incontro, la responsabile del Piano d’Azione del Mediterraneo, e la responsabile del comitato organizzatore. Tre donne per sottolineare l’urgenza di adottare un piano di lavoro comune all’interno del bacino Mediterraneo, purtroppo sempre più minacciato dalla pesca eccessiva e distruttiva, dall’inquinamento, da un esagerato sviluppo costiero e – in modo crescente – dal cambiamento climatico.

Greenpeace, insieme ad altre organizzazioni internazionali, è qui per fare da osservatore indipendente in questo processo e per sottolineare l’importanza di una rete di riserve marine in alto mare, per denunciare la crisi degli stock di tonno rosso – causata da anni di cattiva gestione della risorsa da parte della Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Altlantico (ICCAT)- e per lanciare la proposta di un nuovo sistema di gestione per il Mar Mediterraneo. Oggi questa gestione è estremamente frammentata: una miriade di enti e accordi regolano i differenti settori come pesca, trasporto, biodiversità. Ecco perché, nonostante gli stati mediterranei si siano impegnati ad avere una rete attiva di aree marine protette entro il 2012, ad oggi meno dell’1% del Mediterraneo è davvero protetto.


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