Archive for June, 2010

PARTITI!

OPERAZIONE PELAGOS bassaCiao a tutti, finalmente Operazione Pelagos 2010 è cominciata…dopo una prima navigazione con un leggero vento siamo giunti a Capraia. Qui, dopo un bagno a slalom tra qualche medusa (che ha già colpito), abbiamo trascorso la notte in un golfo a sud di Cala Rossa, dove protetti dal vento da nord, abbiamo dormito sotto le stelle in compagnia di centinaia di gabbiani.
Ora la prossima tappa sarà Cap Corse, vi aggiorneremo più avanti.
A presto

Idea Calypso & l’equipaggio del Bamboo

SI SALPA!

bamboo newCiao,  siamo felicissimi dal momento che sabato partiamo con l’inaugurazione di “Operazione Pelagos 2010″. Grazie mille a tutti per le numerose adesioni e per tutti i messaggi che ci sono arrivati. Continuate a seguirci qui sul blog di Greenpeace, cercheremo di aggiornarvi giorno per giorno con i nostri racconti e le nostre foto.

Contattateci per avere informazioni sui posti rimasti.

Buon vento a tutti!

Idea Calypso

Navi tossiche. La nostra inchiesta per riportare a galla la verità

pippoIl presunto ritrovamento della nave Cunski a largo di Cetraro. I traffici di rifiuti dall’Italia all’Africa. Il caso Ilaria Alpi. Troppi dubbi rimangono su queste e altre vicende legate alle navi tossiche. Abbiamo così deciso di ricostruire il quadro delle esportazioni di rifiuti pericolosi e radioattivi nel nuovo rapporto “The toxic ships” che è stato elaborato in lingua inglese per darne la massima diffusione a livello internazionale.

Cominciamo dalla Calabria. Lo  scorso settembre – sulle basi delle dichiarazioni di un pentito della Ndrangheta (Francesco Fonti) – è stato identificato da una ricerca condotta per conto della Regione Calabria il presunto relitto della nave Cunski al largo di Cetraro, nave ufficialmente smantellata ad Alang (India). Il pentito, che collabora con la magistratura dal 1994 con importanti risultati investigativi, sostiene di avere affondato tre navi cariche di scorie tossiche e nucleari, tra cui la presunta Cunski.

Dopo questo ritrovamento, il Ministero dell’Ambiente ha effettuato una seconda ricerca in base alla quale il relitto identificato sarebbe, invece, il piroscafo “Città di Catania” (costruito quasi mezzo secolo prima e affondato durante la Prima Guerra Mondiale). Greenpeace – insieme alle dieci associazioni riunite nell’Osservatorio per un Mediterraneo libero da veleni – si è già espressa lo scorso febbraio: troppe incongruenze e troppo poca trasparenza
Continua

UN GIORNO SPECIALE PER LA PROTEZIONE DEL MARE

montiIl 15 giugno è stato un giorno importante per Greenpeace e per il nostro mare. Una vittoria per noi e per le comunità di Sardegna e Corsica. Finalmente, a un anno dal lancio del nostro appello, i ministri dell’Ambiente italiano e francese ci hanno dato ascolto e si sono impegnati a proteggere lo stretto delle Bocche di Bonifacio: a Palau hanno firmato un accordo storico in cui  si impegnano a presentare all’Organizzazione Marittima Internazionale la richiesta per chiudere lo stretto al traffico di carichi pericolosi e creare un parco marino internazionale nell’area.

C’eravamo anche noi alla cerimonia per la firma dell’accordo…io, insieme al nostro direttore esecutivo, Giuseppe Onufrio e a un gruppo di volontari, ufficialmente invitati  dall’On. Prestigiacomo. Quest’invito è un “riconoscimento” importante del ruolo attivo che abbiamo svolto nel difendere l’ecosistema marino…e sicuramente una cosa rarissima, considerando tutte le volte che abbiamo chiesto un incontro con il Ministro senza ricevere alcuna risposta.

Ora posso confermarvi che il ministro dell’Ambiente esiste davvero!!!
Continua

LA SENTENZA CHE NON RENDE GIUSTIZIA A BHOPAL

mostra.14Bhopal 1984. Un’esplosione nell’impianto di pesticidi della Union Carbide (UC, successivamente acquisita dalla Dow Chemical Company) causò la morte di migliaia di persone. Un numero che è cresciuto negli anni fino ad arrivare a contare ben 25 mila morti e mezzo milione di persone che ancora ne soffrono le ripercussioni. Oggi Bhopal, a ragione, è considerato il più grave incidente dell’industria chimica mai verificatosi al mondo. Eppure, dopo 25 anni, la sentenza emessa dalla Corte di Giustizia indiana del 7 giugno 2010 non rende ancora giustizia alla sue vittime.

Il processo, infatti, si è concluso con la condanna di otto imputati, ex dipendenti della UC (di cui uno deceduto nel corso degli anni), che al massimo sconteranno due anni di carcere. Nessuna condanna per i principali imputati di quel disastro: la Union Carbide e il suo vecchio amministratore delegato, Warren Anderson.

Eppure secondo alcuni attivisti indiani,
Continua

 

You need to log in to vote

The blog owner requires users to be logged in to be able to vote for this post.

Alternatively, if you do not have an account yet you can create one here.

Powered by Vote It Up