Foreste in cambio di petrolio. Noi non ci stiamo!

Andrea LeporeGuardare un albero pieno di vita che viene abbattuto è un’esperienza tremenda. Sorvolare migliaia di alberi ammassati l’uno sull’altro come bastoncini è un’esperienza che non dimenticherò mai. Il taglio è netto: la foresta che lascia il posto al nulla. Anzi, a quanto di peggio ci può essere: miniere di bitume, laghi di veleno, impianti e ciminiere intossicanti. Foreste in cambio di petrolio: il nuovo patto con il diavolo.

Una fila di 15 pick-up incolonnati intorno a un drive-away che aspettano il turno per comprare bicchieroni di caffè. Il caffè si beve meglio in auto. E col motore acceso. Litri di caffè e litri di carburante: una colazione abbondante. Rimaniamo a fissare le auto rombanti in fila indiana. Una signora dal suo pick-up ci urla: “Lo so chi siete! Quelli di Greenpeace!!”. Siamo noi, infatti. In questo paesone canadese di 80.000 abitanti, cresciuto troppo velocemente per le sabbie bituminose, Greenpeace è l’unica a dire chiaramente che non ci serve tutto questo petrolio. Lo ha detto forte e chiaro portando a termine tre azioni in un solo mese, l’ultima venerdì.

La Shell, la British Petroleum, la Suncor, padrone della città, dice che invece il petrolio ci serve. Tanto ce n’è quanto ne vogliamo. Basta radere al suolo un milione di ettari di foresta boreale e il gioco è fatto. A conti fatti, rasi tutti al suolo rilascerebbero 873 milioni di tonnellate di CO2, lo dice una ricerca di Global Forest Watch. Per estrarre il petrolio dalle sabbie bituminose si emette quattro volte l’anidride carbonica necessaria per estrarlo con i metodi tradizionali.

Mancano quasi 60 giorni a Copenhagen. Se un accordo ambizioso verrà raggiunto, il Canada non potrà permettersi di emettere tutti questi gas effetto serra e anche la foresta boreale potrà essere salva. Vinciamo questa partita! Adesso!

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10 Responses to “Foreste in cambio di petrolio. Noi non ci stiamo!”

  1. ladymarian  on October 5th, 2009

    Andrea è come se fossimo tutti lì con te… i tuoi racconti sono “tristemente” belli…
    un abbraccio!!!

    Laura

  2. serevolution  on October 5th, 2009

    Resistere, resistere, resistere!

    Bravo Andrea.

  3. cynthia  on October 5th, 2009

    E’ molto bello e coinvolgente come racconti il tuo essere lì. Grazie per renderci così partecipi. E’ un po’ come essere tutti lì con te, noi “quelli di Greenpeace”. Speriamo di smuovere un bel po’ di coscienze!

  4. aligi86  on October 6th, 2009

    gli alberi sono le colonne che sorreggono il tetto. quando i più saranno tagliati, quelli restanti non saranno in grado di evitarci una rovinosa caduta del tetto sulle nostre teste..

  5. wolfango free  on October 6th, 2009

    Bravi ragazzi, la lotta non è ancora finita, diamoci dentro senza esclusione di colpi. Io vi seguo, con amirazione e stima, tanto che ho postato le vostre Mail sul mio blog: la visibilità non è mai abbastanza. Il Blog di ByoBlu usa un moto che fa così: La legge delle tre D.D.D. ” Diffondere, Divulgare, Diramare.- Le Tre D che salveranno il mondo! ” io sono pienamente daccordo. Ciao ragazzi.

  6. luisa  on October 7th, 2009

    grazie per il tuo racconto fa male al cuore pensare agli alberi tagliati alla loro energia spezzata

  7. Claudio  on October 7th, 2009

    Forza Andrea che ce la fate, dai dai dai….

  8. Gaia Vibration  on October 7th, 2009

    Grazie x tutto quello che fate. Avete il mio più sincero sostegno.

  9. Muwsuwds  on April 16th, 2010

    i say it’s blog wonderful dq,


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