Navi tossiche. La nostra inchiesta per riportare a galla la verità

pippoIl presunto ritrovamento della nave Cunski a largo di Cetraro. I traffici di rifiuti dall’Italia all’Africa. Il caso Ilaria Alpi. Troppi dubbi rimangono su queste e altre vicende legate alle navi tossiche. Abbiamo così deciso di ricostruire il quadro delle esportazioni di rifiuti pericolosi e radioattivi nel nuovo rapporto “The toxic ships” che è stato elaborato in lingua inglese per darne la massima diffusione a livello internazionale.

Cominciamo dalla Calabria. Lo  scorso settembre – sulle basi delle dichiarazioni di un pentito della Ndrangheta (Francesco Fonti) – è stato identificato da una ricerca condotta per conto della Regione Calabria il presunto relitto della nave Cunski al largo di Cetraro, nave ufficialmente smantellata ad Alang (India). Il pentito, che collabora con la magistratura dal 1994 con importanti risultati investigativi, sostiene di avere affondato tre navi cariche di scorie tossiche e nucleari, tra cui la presunta Cunski.

Dopo questo ritrovamento, il Ministero dell’Ambiente ha effettuato una seconda ricerca in base alla quale il relitto identificato sarebbe, invece, il piroscafo “Città di Catania” (costruito quasi mezzo secolo prima e affondato durante la Prima Guerra Mondiale). Greenpeace – insieme alle dieci associazioni riunite nell’Osservatorio per un Mediterraneo libero da veleni – si è già espressa lo scorso febbraio: troppe incongruenze e troppo poca trasparenza Continua

UN GIORNO SPECIALE PER LA PROTEZIONE DEL MARE

montiIl 15 giugno è stato un giorno importante per Greenpeace e per il nostro mare. Una vittoria per noi e per le comunità di Sardegna e Corsica. Finalmente, a un anno dal lancio del nostro appello, i ministri dell’Ambiente italiano e francese ci hanno dato ascolto e si sono impegnati a proteggere lo stretto delle Bocche di Bonifacio: a Palau hanno firmato un accordo storico in cui  si impegnano a presentare all’Organizzazione Marittima Internazionale la richiesta per chiudere lo stretto al traffico di carichi pericolosi e creare un parco marino internazionale nell’area.

C’eravamo anche noi alla cerimonia per la firma dell’accordo…io, insieme al nostro direttore esecutivo, Giuseppe Onufrio e a un gruppo di volontari, ufficialmente invitati  dall’On. Prestigiacomo. Quest’invito è un “riconoscimento” importante del ruolo attivo che abbiamo svolto nel difendere l’ecosistema marino…e sicuramente una cosa rarissima, considerando tutte le volte che abbiamo chiesto un incontro con il Ministro senza ricevere alcuna risposta.

Ora posso confermarvi che il ministro dell’Ambiente esiste davvero!!! Continua

LA SENTENZA CHE NON RENDE GIUSTIZIA A BHOPAL

mostra.14Bhopal 1984. Un’esplosione nell’impianto di pesticidi della Union Carbide (UC, successivamente acquisita dalla Dow Chemical Company) causò la morte di migliaia di persone. Un numero che è cresciuto negli anni fino ad arrivare a contare ben 25 mila morti e mezzo milione di persone che ancora ne soffrono le ripercussioni. Oggi Bhopal, a ragione, è considerato il più grave incidente dell’industria chimica mai verificatosi al mondo. Eppure, dopo 25 anni, la sentenza emessa dalla Corte di Giustizia indiana del 7 giugno 2010 non rende ancora giustizia alla sue vittime.

Il processo, infatti, si è concluso con la condanna di otto imputati, ex dipendenti della UC (di cui uno deceduto nel corso degli anni), che al massimo sconteranno due anni di carcere. Nessuna condanna per i principali imputati di quel disastro: la Union Carbide e il suo vecchio amministratore delegato, Warren Anderson.

Eppure secondo alcuni attivisti indiani, Continua

OPERAZIONE PELAGOS 2010

bambooCIAO A TUTTI!
Siamo i ragazzi di Idea Calypso, e anche quest’estate vivremo con voi questa fantastica avventura.
Da quest’anno c’è una piccola novità: avremo la possibilità di aggiornare in tempo reale il blog e di portarvi con noi sul Bamboo, per farvi vivere le grandi emozioni della vita di bordo.
Molti di voi ci hanno già contattato e faranno parte del nostro equipaggio, per tutti quelli interessati scriveteci al più presto per avere maggiori informazioni (info@ideacalypso.com).
Non perdete l’occasione di vivere questa magica esperienza!
A presto!
I D.E.A. (Daniele, Elisabetta, Andrea) Calypso

A MONDADORI RISPONDIAMO COSÌ

tropea-039Vi scrivo dal Salone del Libro di Torino. Proprio ieri – tra gli stand di tutte le case editrici – abbiamo lanciato la nostra classifica “Salvaforeste” che rivela come la maggior parte dei libri venduti nel nostro Paese sia una minaccia per le preziose foreste di Sumatra e gli ultimi oranghi indonesiani.

Grazie alla partecipazione di tutti voi, la classifica si è diffusa subito sul web, fino ad approdare sulle pagine Facebook delle più importanti case editrici. I lettori chiedevano spiegazioni e qualcuno – Mondadori – ha avuto la cattiva idea di censurare il link postato da una nostra cyberattivista.

Voi che siete la nostra community avete reagito – GRAZIE – supportando la nostra campagna e reclamando il diritto a ricevere una risposta. La pagina FB Mondadori è stata inondata di commenti e alla fine è arrivata la risposta del responsabile tecnico del gruppo Mondadori. Inutile dirlo: non convincente!

Eccola:
Sono Omar Bozzini e seguo molto direttamente il problema della carta utilizzata nei libri Mondadori, sono infatti il responsabile tecnico del gruppo. Vi posso solo assicurare che dopo mesi di trattative con loro non abbiamo mai ricevuto risposte in merito al questionario inviato, parlando tecnicamente le loro richieste sono: Continua

 

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