Tag Archives: attivisti

Quelli di Greenpeace non sono “normali”!

foto miaAdriano Bono, che con Torpedo Sound Machine ha prodotto la base musicale ed è autore del brano “No al Nucleare”, racconta i suoi due giorni a bordo della Rainbow Warrior:

Il primo ufficiale, Pep, con il piglio accigliato che ben si addice a chi deve garantire la sicurezza di tutto il personale a bordo, dava brusche istruzioni ai marinai sul gommone mentre manovrava l’argano per calarli in mare.

Si tratta di un’operazione delicata, con un certo margine di rischio per le persone e per l’attrezzatura. Se qualcosa va storto la piccola imbarcazione precipita in acqua da diversi metri di altezza, con gravi conseguenze per l’attrezzatura e per l’equipaggio. Tanto più delicata quando le condizioni meteo sono avverse, le onde fanno beccheggiare paurosamente la nave e la pioggia battente ostacola i movimenti e le comunicazioni tra l’equipaggio.

Gli ordini sono dati con ampi gesti delle braccia e in quell’inglese più o meno stentato che è la lingua universale usata dall’equipaggio internazionale della Rainbow Warrior.
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Blitz in smoking e l’Italia che blocca i negoziati

GP01XSFRagazzi, scusate il ritardo ma ieri sono crollato. Da vero siculo, le scarpinate sotto la neve (e il digiuno?) mi hanno esaurito. Ovviamente, all’avvicinarsi della fine del Summit le cose diventano sempre più frenetiche. Sapete che abbiamo “disturbato” la cena degli alti papaveri? Abbiamo imbucatoun paio dei nostri che hanno aperto striscioni all’entrata del ricevimento della Regina e abbiamo proiettato sul palazzone la scritta “Non tradite il futuro dei nostri figli” (in inglese, danese, francese…). Altri si sono arrampicati sui lampioni (una circostanza in cui i nostri costumi da oranghi, caldissimi e pesanti, potevano servire: le temperature sono andate sui – 5°C),

Il risveglio la mattina non è dei migliori. Dopo furiose trattative, l’UE è ad un passo dal decidere tagli unilaterali alle emissioni del 30%. Un passo importante per poter negoziare un accordo vincolante ed efficace. E indovinate CHI blocca il processo? L’Italia (e la Polonia).
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“I politici chiacchierano, i leader agiscono”

GP01XRNÈ vero, non vi ho detto (tutta) la verità. Non vi ho detto, come al solito, di quel che stavamo preparando. Oggi, 45 attivisti, in 5 gruppi, hanno atteso il passaggio dei “pezzi grossi”, Sarkozy e company, per aprire striscioni che dicono “I politici chiacchierano, i leader agiscono”. E che questo è il momento buono per agire.

D’altra parte qualcosa si è mosso. Gli USA hanno fatto cenno ad un fondo di c.a. 100 miliardi di dollari l’anno, per salvare il clima.

È la prova che sanno bene quel che serve. Zitti invece, gli USA, sui tagli alle emissioni (un misero 4%) mentre pare che la Germania sia tornata alla carica con la richiesta di riduzione del 30% anche come atto unilaterale europeo.

Un atto che aprirebbe le porte ad una rivoluzione energetica e a nuove possibilità di sviluppo e occupazione. Si può fare: basta avere dei veri leader invece che dei chiaccheroni. Alla fine i nostri 45 attivisti sono stati portati via dalla polizia.

Non vedo, non sento, non parlo

per blogQuando uno è stanco e ha freddo, di solito va a un bar. Per un caffé o, da queste parti, una birra. Visto che tra un pò ho un appuntamento alla stazione, sono entrato a cercare caldo e sollievo (cibo per la mente, non ho fame) in questo museo. Tranquillo, mentre fuori c’è un macello. Ho percorso le strade di Copenhagen e la cittá è piena di iniziative per salvare il clima, di poliziotti (senza cani) e ovviamente di attivisti.

Tra le tante iniziative, mi hanno colpito alcuni ragazzi che, vestiti da business man/woman stanno in piedi, con un mappamondo in mano, zitti, bendati e con vistose cuffie sulle orecchie. Non vedo, non sento, non parlo. Ma ho il mondo nelle mie mani.
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Diario di una mamma che lavora a Greenpeace

vi e mayaNotte prima dell’azione di Greenpeace, notte movimentata di una mamma che lavora nell’associazione come addetta stampa. Le bimbe si svegliano diverse volte. Maya, la più grande, tre anni,  mi chiama piangendo “Mamma, ho sognato che crescevo ma diventavo più piccola!” la rassicuro “Amore, non ti preoccupare, ecco ti ho misurata, stai crescendo e sei bravissima, dormi adesso che sono le tre”. So che intanto i ragazzi si stanno preparando a entrare in azione, tutto è pronto, tra poco inizieranno a issare le scale per salire sul Colosseo. Sono emozionata, vorrei che il blitz avesse la risonanza mediatica che merita, un messaggio importante su uno dei monumenti più famosi al mondo.

Ore 6 del mattino, a casa tutto tace, mi vesto velocemente, mi organizzo per stare diverse ore fuori al freddo. Chiamo uno dei coordinatori “Tutto ok, i climbers sono su: quattro ragazzi e due ragazze. Abbiamo già alcune foto. Il Colosseo all’alba è bellissimo”.

Fa un freddo! Sento gli altri della “squadra” di comunicazione. Per immagini e video sono già a lavoro da un po’, alle 6.30 arriviamo in ufficio e siamo al completo per stampa, new media e web.

La stampante è deceduta, ci ha abbandonati proprio prima di produrre il materiale da distribuire ai giornalisti che tra poco
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