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Di nuovo su un bus…

Se il buon giorno si vede dal mattino, questa sarà una dura giornata. Ancora non sono arrivato al Bella Center, dove si tiene il Summit: oggi, inizia il “segmento ministeriale” (c.d. Il Giardino degli Alti Papaveri). Caos in aumento. L’ultima news è che la stazione metro del Bella Center è stata chiusa! E questo, assieme al taglio degli accrediti per le ONG (ma non dovevano tagliare le emissioni di CO2?) serve a riscaldare il clima (utile… tra un pò ricomincia a nevicare).

Speriamo che dopo tanti appelli, del Papa (battuta circolata ieri, in inglese: Popenhagen), del Principe Carlo (molto saggio: ci ricorderanno per quel che abbiamo fatto, non per quello che abbiamo detto), di Desmond Tutu (vogliono incenerire l’Africa) e di tanti altri, non si trasformi tutto in burla. Un enorme greenwashing planetario!

Una giornata particolare

Questa mattina è stato il caos a Bella Center. Alcuni giornalisti sono rimasti fuori dopo ben cinque ore di fila perché si è raggiunto il numero massimo di persone nel centro e da domani molti rappresentanti delle Ong rimarranno fuori per la stessa ragione. L’attesa non è delle più piacevoli, sia perché si sta pressati come pinguini imperatore sul pack, sia perché siamo sugli zero gradi di temperatura e aspettiamo la neve per dopodomani. Si stringono nuove amicizie in fila, dal delegato del Kazakhistan, che però è olandese, ai manifestanti africani che approfittano del fatto che non puoi muoverti e devi sorbirti la loro protesta.

Non rallenta il numero di eventi ed iniziative che Greenpeace propone in queste ultime decisive giornate. Sono arrivati oggi in città i “Cavalieri dell’Apocalisse”, mentre tra poco alla Climate Rescue Station, questa bella struttura a globo che sta qui fuori, alimentata da pannelli solari e pale eoliche, verrà proiettato “Green”, un documentario sulla deforestazione in Indonesia che ha vinto molti premi. Coraggio, ce la possiamo fare. Come ci ricorda un simpatico coro natalizio che si aggira tra i corridoi della Cop15, con una suora e alcune ragazze che hanno sfruttato una tipica melodia natalizia per lanciare invece un messaggio ai delegati.

Continua

In attesa dei capi di Stato

Qui a Copenhagen sta terminando la grande manifestazione che ha visto migliaia di manifestanti marciare pacificamente dalla sede del Parlamento danese di Christiansborg Slotsplads fino al Bella Center, dove si svolge la Conferenza delle Nazioni Unite. Il meteo non ha creato problemi e non ha piovuto, si è solo abbassata la temperatura sulla capitale danese.
I manifestanti consegneranno ora 17 gigantesche navi con messaggi sui cambiamenti climatici a Yvo de Boer, segretario esecutivo della Convenzione Onu sul clima all’interno della “Climate Rescue Station” al Bella Center. Stasera si terra’ una vigilia in cui i manifestanti terranno una candela accesa. Per tenere accesa la speranza. Giunti a meta’ della Cop15, quando i delegati e i leader mondiali si apprestano a decidere il futuro del pianeta, più di 500 gruppi e associazioni della societa civile hanno manifestato oggi chiedendo un trattato giusto, ambizioso e legalmente vincolante per evitare cambiamenti climatici catastrofici.

A Copenhagen, volontari di Greenpeace provenienti da 32 Paesi insieme a migliaia di altri manifestanti hanno sfilato oggi. “Milioni di persone stanno già perdendo la casa per l´innalzamento del livello dei mari, le loro coltivazioni sono minacciate dall’aumentare dei periodi siccitosi e le risorse idriche diminuiscono per lo scioglimento dei ghiacciai.” Non possiamo perdere questa opportunità. Il nostro messaggio per gli oltre 120 Capi di Stato che arrivano la prossima settimana a Copenhagen è univoco, forte e chiaro: il tempo di dare una sterzata e cambiare il futuro¨è arrivato” ha detto Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International, che e’ intervenuto alla manifestazione.

 

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