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La Bella addormentata, On. Prestigiacomo

bella-addormentataLa novità del giorno è che la ministra Prestigiacomo è dispiaciuta. Vuol dire che la Bella Addormentata (vedi questione Rifiuti Elettronici) si è svegliata. É dispiaciuta perchè Greenpeace accusa l’Italia (notizia confermata da più fonti) di bloccare la decisione UE di tagliare le emissioni del 30%, al 2020.

Siamo dispiaciuti anche noi, perchè tutto quello che ha fatto il Suo Governo va proprio in quella direzione: tagli sulle rinnovabili, autorizzazioni alle centrali a carbone e rilancio del nucleare.
Siamo dispiaciuti pure perchè il nostro Paese è già colpito dal cambiamento climatico. E lo sarà sempre di più.
Siamo dispiaciuti che in Italia, come altrove, aumenta la desertificazione e il rischio incendi. Aumentano gli effetti disastrosi di frane e alluvioni, complice il degrado del Territorio che il ministero dell’On. Prestigiacomo dovrebbe tutelare.
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Scacco alla regina

La regina è stata scortese, mica mi ha invitato a palazzo ieri sera. Eppure quando l’avevo vista domenica scorsa alla cerimonia in cattedrale mi era sembrata molto cordiale, una come noi. Stava in prima fila e cantava. Chissà che faccia avrà fatto ieri quando ha visto due attivisti di Greenpeace fare il loro ingresso indisturbati, subito dopo Hillary Clinton. La notizia mi è arrivata ieri sera mentre facevo il bilancio di queste giornate e i giornalisti mi hanno poi chiamato anche di notte per averne conferma. Ma come avranno fatto ad entrare? Questa la domanda di tutti, ma tanta esperienza ai G8 e ad altri vertici sarà servita, no? Solo in un paio di occasioni nella mia esperienza di ufficio stampa a Greenpeace abbiamo fermato un treno sbagliato o atteso invano una nave. Il lavoro di intelligence è enorme e questo spaventa un po’ se pensiamo che dei terroristi potrebbero fare altrettanto.

Intanto l’orologio fa tic tic tic e la bomba ad orologeria non è quella messa dai terroristi, ma il mondo se non si arriva ad una svolta a questo vertice di Copenhagen. Attendiamo sviluppi ma forse ci vorrà un giorno in più, come d’altronde si prevedeva fin dall’inizio.

Gabriele Salari

Verso il clima forum

Signori, è ufficiale! Qui è saltato tutto! Sono finalmente riuscito a salire su un treno per Copenhagen. Malmo e Copenhagen ormai sono due quartieri della stessa città. Un sacco di gente va e viene, per lavoro piú che per turismo, direi. E stamattina era tutta alla stazione!

Peggio di ieri sera. Sapendo dei ritardi sono restato un po’ a lavorare in albergo e alle 10 e mezza sono andato verso la stazione. Per strada trovo un amico che aveva alzato bandiera bianca: era li dalle 7 e mezza! Adesso che il treno è partito cerco di arrivare al clima forum o a questo fantomatico “nuovo” centro da dove (ben lontane…) le ONG dovrebbero seguire i lavori come una specie di Grande Fratello in TV: i Grandi (che la paura o la grettezza fa un pò piccini) se la sonano e se la cantano, da soli.

Sul negoziato gravano le incaute dichiarazioni di un “oscuro” delegato cinese (avete mai visto dichiarazioni anonime finire in prima pagina?) che affermano che qui non si deciderà nulla.  Quanto ci scommettete che è una mossa che mira a farci ingollare ipotesi di accordo fasulle?

Alla prossima!

Al caldo

Insomma, alla fine (pare, forse) si è capito cos’era tutto il casino dell’isolamento del Clima Forum. Pare, dico pare, che ci sia stato un allarme bomba alla stazione di Copenhagen e che i poliziotti abbiano sigillato i dintorni, con noi dentro!

La storia a noi i poliziotti non ce l’hanno mai raccontata. Me ne sono accorto quando, col mio “contatto”, ho cercato di ritornare in albergo, a Malmo, in treno. Alla faccia della solita puntualità il nostro treno ha tardato così tanto… che è stato cancellato. Il sospetto che ci fosse qualcosa sotto ci è venuto quando, sul tabellone, s’è visto che TUTTI i treni erano in ritardo. Da noi è quasi normale, qui no.


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In marcia per il clima

C’è molto nervosismo oggi al Bella Center per le manifestazioni delle Ong. Appena entro nel centro congressi, alcuni rappresentanti di associazioni sono a terra con dei cartelli, circondati da diversi fotografi e da un cordone di sicurezza delle Nazioni Unite. Sono stato cacciato in malo modo da questi agenti nonostante il badge stampa: “Non sono affari tuoi cosa succede qui, allontanati”, impossibile quindi a distanza leggere i cartelli degli attivisti, chi fossero e cosa chiedessero.

Nella lunga marcia sotto il nevischio per raggiungere il centro ho visto anche altri attivisti che avevano violato in bicicletta la zona interdetta che venivano caricati sui mezzi della polizia. L’unico ponticello su un canale che poteva servire a raggiungere il Bella Center è stato chiuso da una palizzata e dal filo spinato, mentre poliziotti a cavallo pattugliano l’area. A riscaldare l’atmosfera nella plenaria ci ha pensato invece Hugo Chavez poco fa, chiedendo ai Paesi sviluppati di fare la loro parte in considerazione della loro maggiore responsabilità. L’intervento e’ stato molto applaudito (anche da giornalisti e osservatori che lo seguivano dai maxi scherzo disseminati ovunque) e ha molto divertito per i continui riferimenti ideologici: il presidente del Venenzuela ha anche mostrato un libro dal titolo “Come i ricchi distruggono il planeta”, parlando di lotta al capitalismo e del ruolo degli Usa.


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