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Il flop di Copenhagen

Il 2010 di Greenpeace sarà ancora più intenso, dopo il flop dei leader mondiali a Copenhagen.

Il testo finale dell’ Accordo di Copenhagen – promosso da USA, Cina, India, Brasile e Sudafrica, di cui la Conferenza ha “preso atto” – da un lato afferma che la temperatura globale “dovrebbe essere mantenuta al di sotto dei 2 gradi”, ma non definisce alcun obiettivo vincolante per ridurre le emissioni di gas serra e contenere l’innalzamento delle temperature del Pianeta.

E poi la delusione Obama! Il Presidente Usa ha cercato un accordo con i Paesi emergenti per convincere il Senato USA ad approvare una legge sul clima. Peccato che i tagli millantati siano davvero ben poca cosa: la riduzione delle emissioni del 17% (al 2020) è infatti una bugia, perché si riferisce alle emissioni USA del 2005 quando il background stabilito dal Protocollo di Kyoto è quello del 1990. E, rispetto al 1990, i “tagli” USA sono un 3-4%: è stata anche questa mancanza di ambizione che ha fatto saltare il negoziato!


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Chi sono i leader e chi i looser?

Giannì all'aeroporto di Copenhagene uno dei looser alle sue spalle

Giannì all'aeroporto di Copenhagen e uno dei looser alle sue spalle

Sto lasciando la scena del crimine. Sono all’aeroporto di Copenhagen. Ancora, neanche si capisce se il Summit è finito, e come. Quel che è chiaro, è che un crimine è stato commesso. Il resto, è questione di punti di vista. Secondo la giustizia del Regno di Danimarca, grazioso e disorganizzato ospite del vertice, i criminali sono i 3 attivisti di Greenpeace che hanno aperto gli striscioni al ricevimento della Regina. Il Giudice, ieri notte, li ha condannati a 3 SETTIMANE DI GALERA.

Secondo il resto del Pianeta, i criminali sono i 120 leader e il loro codazzo che stanno abbandonando alla chetichella il Summit, sostanzialmente con un nulla di fatto. Non sono riusciti a raggiungere un accordo vincolante che dettasse il percorso per una ragionevole via d’uscita dal disastro cui stiamo puntando.
Niente numeri, obiettivi, impegni concreti.
Chi sono i leader e chi i looser? Noi siamo certi di essere dalla parte giusta. Non ci fermeremo. Non ci fermeranno.

La Bella addormentata, On. Prestigiacomo

bella-addormentataLa novità del giorno è che la ministra Prestigiacomo è dispiaciuta. Vuol dire che la Bella Addormentata (vedi questione Rifiuti Elettronici) si è svegliata. É dispiaciuta perchè Greenpeace accusa l’Italia (notizia confermata da più fonti) di bloccare la decisione UE di tagliare le emissioni del 30%, al 2020.

Siamo dispiaciuti anche noi, perchè tutto quello che ha fatto il Suo Governo va proprio in quella direzione: tagli sulle rinnovabili, autorizzazioni alle centrali a carbone e rilancio del nucleare.
Siamo dispiaciuti pure perchè il nostro Paese è già colpito dal cambiamento climatico. E lo sarà sempre di più.
Siamo dispiaciuti che in Italia, come altrove, aumenta la desertificazione e il rischio incendi. Aumentano gli effetti disastrosi di frane e alluvioni, complice il degrado del Territorio che il ministero dell’On. Prestigiacomo dovrebbe tutelare.
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Obama ha parlato

foto-di-obamaOk, il grande capo ha parlato. Obama ha finito il suo discorso. Ispirato come al solito… se non fosse per qualche balla, come la “promessa” americana di ridurre le emissioni di CO2 del 17%.

Sono queste le cose che fanno rabbia: perchè un leader ha bisogno di mentire? Il 17% millantato da Obama si riferisce alle emissioni USA del 2005. Ma il Protocollo di Kyoto fa invece riferimento al 1990 e rispetto a quella data, il taglio delle emissioni USA è solo un misero 4%! Dieci volte meno di quello che gli scienziati ci chiedono (taglio del 40%) per cercar di tenere l’aumento di temperatura sotto i 2 C°.
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Scacco alla regina

La regina è stata scortese, mica mi ha invitato a palazzo ieri sera. Eppure quando l’avevo vista domenica scorsa alla cerimonia in cattedrale mi era sembrata molto cordiale, una come noi. Stava in prima fila e cantava. Chissà che faccia avrà fatto ieri quando ha visto due attivisti di Greenpeace fare il loro ingresso indisturbati, subito dopo Hillary Clinton. La notizia mi è arrivata ieri sera mentre facevo il bilancio di queste giornate e i giornalisti mi hanno poi chiamato anche di notte per averne conferma. Ma come avranno fatto ad entrare? Questa la domanda di tutti, ma tanta esperienza ai G8 e ad altri vertici sarà servita, no? Solo in un paio di occasioni nella mia esperienza di ufficio stampa a Greenpeace abbiamo fermato un treno sbagliato o atteso invano una nave. Il lavoro di intelligence è enorme e questo spaventa un po’ se pensiamo che dei terroristi potrebbero fare altrettanto.

Intanto l’orologio fa tic tic tic e la bomba ad orologeria non è quella messa dai terroristi, ma il mondo se non si arriva ad una svolta a questo vertice di Copenhagen. Attendiamo sviluppi ma forse ci vorrà un giorno in più, come d’altronde si prevedeva fin dall’inizio.

Gabriele Salari

 

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