Tag Archives: emissioni

Obama ha parlato

foto-di-obamaOk, il grande capo ha parlato. Obama ha finito il suo discorso. Ispirato come al solito… se non fosse per qualche balla, come la “promessa” americana di ridurre le emissioni di CO2 del 17%.

Sono queste le cose che fanno rabbia: perchè un leader ha bisogno di mentire? Il 17% millantato da Obama si riferisce alle emissioni USA del 2005. Ma il Protocollo di Kyoto fa invece riferimento al 1990 e rispetto a quella data, il taglio delle emissioni USA è solo un misero 4%! Dieci volte meno di quello che gli scienziati ci chiedono (taglio del 40%) per cercar di tenere l’aumento di temperatura sotto i 2 C°.
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Blitz in smoking e l’Italia che blocca i negoziati

GP01XSFRagazzi, scusate il ritardo ma ieri sono crollato. Da vero siculo, le scarpinate sotto la neve (e il digiuno?) mi hanno esaurito. Ovviamente, all’avvicinarsi della fine del Summit le cose diventano sempre più frenetiche. Sapete che abbiamo “disturbato” la cena degli alti papaveri? Abbiamo imbucatoun paio dei nostri che hanno aperto striscioni all’entrata del ricevimento della Regina e abbiamo proiettato sul palazzone la scritta “Non tradite il futuro dei nostri figli” (in inglese, danese, francese…). Altri si sono arrampicati sui lampioni (una circostanza in cui i nostri costumi da oranghi, caldissimi e pesanti, potevano servire: le temperature sono andate sui – 5°C),

Il risveglio la mattina non è dei migliori. Dopo furiose trattative, l’UE è ad un passo dal decidere tagli unilaterali alle emissioni del 30%. Un passo importante per poter negoziare un accordo vincolante ed efficace. E indovinate CHI blocca il processo? L’Italia (e la Polonia).
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“I politici chiacchierano, i leader agiscono”

GP01XRNÈ vero, non vi ho detto (tutta) la verità. Non vi ho detto, come al solito, di quel che stavamo preparando. Oggi, 45 attivisti, in 5 gruppi, hanno atteso il passaggio dei “pezzi grossi”, Sarkozy e company, per aprire striscioni che dicono “I politici chiacchierano, i leader agiscono”. E che questo è il momento buono per agire.

D’altra parte qualcosa si è mosso. Gli USA hanno fatto cenno ad un fondo di c.a. 100 miliardi di dollari l’anno, per salvare il clima.

È la prova che sanno bene quel che serve. Zitti invece, gli USA, sui tagli alle emissioni (un misero 4%) mentre pare che la Germania sia tornata alla carica con la richiesta di riduzione del 30% anche come atto unilaterale europeo.

Un atto che aprirebbe le porte ad una rivoluzione energetica e a nuove possibilità di sviluppo e occupazione. Si può fare: basta avere dei veri leader invece che dei chiaccheroni. Alla fine i nostri 45 attivisti sono stati portati via dalla polizia.

Fuori dall’aeroporto, attendendo il bus

IMG00118-20091215-1516 Pare che i dintorni di Copenhagen “puzzino di vertice”, se mi passate l’espressione. Sul volo per Copenhagen, ci distribuiscono un foglione informativo (?) sulle promesse delle compagnie aeree che, da belle addormentate che sono state fino ad ora (o quasi) promettono di tagliare le loro emissioni del 50%, entro il 2050! Sul volo precedente (stessa compagnia), nulla…

Siccome la puzza di greenwashing (o riciclaggio in verde di politiche anti-ambiente) la si sente forte e chiara, basta leggere un pò meglio e la fregatura si trova subito: riduzione si, ma rispetto ai livelli del 2005 e non a quelli stabiliti dal Protocollo di Kyoto (ah, nevica…) che sono naturalmente assai inferiori.

All’arrivo, durante l’atterraggio, si vede una barchetta in mezzo al mare con un ENORME striscione giallo! È un banner di Greenpeace che ci ricorda che questo è il momento e il posto giusto per salvare il clima e non raccontare balle. Salvo poi pentirsene come i leader invecchiati dei cartelloni che Greenpeace ha affisso qui in aeroporto.

Adesso il bus è arrivato e tra poco sarò al cospetto del Bella Center. Pare siano arrivati (siamo…) in 45.000! Vedremo di mettercela tutta.

Diario di una mamma che lavora a Greenpeace

vi e mayaNotte prima dell’azione di Greenpeace, notte movimentata di una mamma che lavora nell’associazione come addetta stampa. Le bimbe si svegliano diverse volte. Maya, la più grande, tre anni,  mi chiama piangendo “Mamma, ho sognato che crescevo ma diventavo più piccola!” la rassicuro “Amore, non ti preoccupare, ecco ti ho misurata, stai crescendo e sei bravissima, dormi adesso che sono le tre”. So che intanto i ragazzi si stanno preparando a entrare in azione, tutto è pronto, tra poco inizieranno a issare le scale per salire sul Colosseo. Sono emozionata, vorrei che il blitz avesse la risonanza mediatica che merita, un messaggio importante su uno dei monumenti più famosi al mondo.

Ore 6 del mattino, a casa tutto tace, mi vesto velocemente, mi organizzo per stare diverse ore fuori al freddo. Chiamo uno dei coordinatori “Tutto ok, i climbers sono su: quattro ragazzi e due ragazze. Abbiamo già alcune foto. Il Colosseo all’alba è bellissimo”.

Fa un freddo! Sento gli altri della “squadra” di comunicazione. Per immagini e video sono già a lavoro da un po’, alle 6.30 arriviamo in ufficio e siamo al completo per stampa, new media e web.

La stampante è deceduta, ci ha abbandonati proprio prima di produrre il materiale da distribuire ai giornalisti che tra poco
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