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Calcio di rigore

Vestito con l’abito delle feste degli Indios, Evo Morales, presidente boliviano, ha appena terminato il suo intervento alla Cop15 lanciando una proposta davvero interessante che già raccoglie consensi, quella di istituire, nell’ambito delle Nazioni Unite, un tribunale ambientale che giudichi chi non rispetta il Protocollo di Kyoto e gli altri trattati sul clima che verranno. Giustizia, ci vuole giustizia, questo chiedono a gran voce i rappresentanti di molti Paesi in via di sviluppo a questa conferenza. E’ nata anche una nuova parola, “giustizia climatica”, usata da una vasta coalizione di Ong per chiedere che si presti attenzione alle nazioni che per prime soffriranno del cambiamento climatico, quelle piu’ povere.

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In marcia per il clima

C’è molto nervosismo oggi al Bella Center per le manifestazioni delle Ong. Appena entro nel centro congressi, alcuni rappresentanti di associazioni sono a terra con dei cartelli, circondati da diversi fotografi e da un cordone di sicurezza delle Nazioni Unite. Sono stato cacciato in malo modo da questi agenti nonostante il badge stampa: “Non sono affari tuoi cosa succede qui, allontanati”, impossibile quindi a distanza leggere i cartelli degli attivisti, chi fossero e cosa chiedessero.

Nella lunga marcia sotto il nevischio per raggiungere il centro ho visto anche altri attivisti che avevano violato in bicicletta la zona interdetta che venivano caricati sui mezzi della polizia. L’unico ponticello su un canale che poteva servire a raggiungere il Bella Center è stato chiuso da una palizzata e dal filo spinato, mentre poliziotti a cavallo pattugliano l’area. A riscaldare l’atmosfera nella plenaria ci ha pensato invece Hugo Chavez poco fa, chiedendo ai Paesi sviluppati di fare la loro parte in considerazione della loro maggiore responsabilità. L’intervento e’ stato molto applaudito (anche da giornalisti e osservatori che lo seguivano dai maxi scherzo disseminati ovunque) e ha molto divertito per i continui riferimenti ideologici: il presidente del Venenzuela ha anche mostrato un libro dal titolo “Come i ricchi distruggono il planeta”, parlando di lotta al capitalismo e del ruolo degli Usa.


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Al via il summit di Copenhagen: basta chiacchiere, è ora di agire!

COP

All’apertura del summit sul Clima di Copenhagen , Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International, invita i leader mondiali ad agire:

“La questione chiave adesso è se i leader del mondo vorranno trasformare la crisi del clima globale in un’opportunità per le generazioni presenti e future. Sarà il summit di Copenhagen un momento significativo della storia della nostra famiglia umana? I nostri leader sapranno agire per mettere il Pianeta in salvo dal caos climatico o faranno solo chiacchiere sul bordo del precipizio”.

Quello che chiediamo ai leader dell’Unione Europea è un accordo equo e legalmente vincolante sia sul taglio delle emissioni-taglio del 40% al 2020-che sui finanziamenti ai Paesi in via di sviluppo. Non siamo i soli a chiederlo: all’apertura dei negoziati, Greenpeace International ha infatti presentato i 10 milioni di firme raccolte per chiedere un accordo ambizioso e vincolante.

Intanto,  la nostra delegazione è arrivata nella città danese e un web team ci terrà aggiornati in tempo reale direttamente da Copenaghen su tutto quello che ruota intorno al summit.

Continueremo a tenervi aggiornati… stay tuned!

I am because you are

Riportiamo la traduzione del primo post del nuovo Direttore Esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo. Sul blog di Greenpeace International potete leggere il post in lingua originale.

KumiIn diverse lingue africane abbiamo il proverbio “Io sono, perchè voi siete”. Significa che l’essere umano è determinato dai rapporti che ha con le altre persone. Questo proverbio ha ispirato non solo il mio pensiero sui rapporti umani, ma anche quello sulla natura e l’ambiente. Se non riconosciamo che dobbiamo unirci, nei paesi ricchi e poveri e tagliare tutte le divisioni che ci separano, se non ci rendiamo conto che siamo tutti coinvolti, non saremo in grado di affrontare le sfide ambientali e di certo non saremo in grado di affrontare il problema dei cambiamenti climatici.

Oggi siamo a un bivio. In gioco c’è il futuro del nostro pianeta. Gli effetti dei cambiamenti climatici stanno colpendo milioni di persone in tutto il mondo. Ci troviamo in un momento in cui la società civile ha bisogno di essere coraggiosa e audace, pacifica e unita per riuscire a fermare i cambiamenti climatici catastrofici , la più grande sfida del nostro pianeta.

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