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Chi sono i leader e chi i looser?

Giannì all'aeroporto di Copenhagene uno dei looser alle sue spalle

Giannì all'aeroporto di Copenhagen e uno dei looser alle sue spalle

Sto lasciando la scena del crimine. Sono all’aeroporto di Copenhagen. Ancora, neanche si capisce se il Summit è finito, e come. Quel che è chiaro, è che un crimine è stato commesso. Il resto, è questione di punti di vista. Secondo la giustizia del Regno di Danimarca, grazioso e disorganizzato ospite del vertice, i criminali sono i 3 attivisti di Greenpeace che hanno aperto gli striscioni al ricevimento della Regina. Il Giudice, ieri notte, li ha condannati a 3 SETTIMANE DI GALERA.

Secondo il resto del Pianeta, i criminali sono i 120 leader e il loro codazzo che stanno abbandonando alla chetichella il Summit, sostanzialmente con un nulla di fatto. Non sono riusciti a raggiungere un accordo vincolante che dettasse il percorso per una ragionevole via d’uscita dal disastro cui stiamo puntando.
Niente numeri, obiettivi, impegni concreti.
Chi sono i leader e chi i looser? Noi siamo certi di essere dalla parte giusta. Non ci fermeremo. Non ci fermeranno.

Fuori dall’aeroporto, attendendo il bus

IMG00118-20091215-1516 Pare che i dintorni di Copenhagen “puzzino di vertice”, se mi passate l’espressione. Sul volo per Copenhagen, ci distribuiscono un foglione informativo (?) sulle promesse delle compagnie aeree che, da belle addormentate che sono state fino ad ora (o quasi) promettono di tagliare le loro emissioni del 50%, entro il 2050! Sul volo precedente (stessa compagnia), nulla…

Siccome la puzza di greenwashing (o riciclaggio in verde di politiche anti-ambiente) la si sente forte e chiara, basta leggere un pò meglio e la fregatura si trova subito: riduzione si, ma rispetto ai livelli del 2005 e non a quelli stabiliti dal Protocollo di Kyoto (ah, nevica…) che sono naturalmente assai inferiori.

All’arrivo, durante l’atterraggio, si vede una barchetta in mezzo al mare con un ENORME striscione giallo! È un banner di Greenpeace che ci ricorda che questo è il momento e il posto giusto per salvare il clima e non raccontare balle. Salvo poi pentirsene come i leader invecchiati dei cartelloni che Greenpeace ha affisso qui in aeroporto.

Adesso il bus è arrivato e tra poco sarò al cospetto del Bella Center. Pare siano arrivati (siamo…) in 45.000! Vedremo di mettercela tutta.

Diario di una mamma che lavora a Greenpeace

vi e mayaNotte prima dell’azione di Greenpeace, notte movimentata di una mamma che lavora nell’associazione come addetta stampa. Le bimbe si svegliano diverse volte. Maya, la più grande, tre anni,  mi chiama piangendo “Mamma, ho sognato che crescevo ma diventavo più piccola!” la rassicuro “Amore, non ti preoccupare, ecco ti ho misurata, stai crescendo e sei bravissima, dormi adesso che sono le tre”. So che intanto i ragazzi si stanno preparando a entrare in azione, tutto è pronto, tra poco inizieranno a issare le scale per salire sul Colosseo. Sono emozionata, vorrei che il blitz avesse la risonanza mediatica che merita, un messaggio importante su uno dei monumenti più famosi al mondo.

Ore 6 del mattino, a casa tutto tace, mi vesto velocemente, mi organizzo per stare diverse ore fuori al freddo. Chiamo uno dei coordinatori “Tutto ok, i climbers sono su: quattro ragazzi e due ragazze. Abbiamo già alcune foto. Il Colosseo all’alba è bellissimo”.

Fa un freddo! Sento gli altri della “squadra” di comunicazione. Per immagini e video sono già a lavoro da un po’, alle 6.30 arriviamo in ufficio e siamo al completo per stampa, new media e web.

La stampante è deceduta, ci ha abbandonati proprio prima di produrre il materiale da distribuire ai giornalisti che tra poco
Continua

 

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